A Carmine Cesario - San Fili by Pietro Perri

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A Carmine Cesario

Personaggi ieri
di Pietro Perri

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In una piccola e viva comunità quale quella sanfilese è impossibile che uno solo dei membri appartenenti stessa non finiscano per ritrovarsi nella loro vita, almeno per un giorno, re della comunità stessa... ossia al centro dell'attenzione popolare.
Non è necessario essere figli di baroni o di pseudo nobili dell'ultima generazione, anche l'ultimo della scala sociale della comunità sanfilese riesce, all'interno del paese, a trovare una sua giusta e naturale collocazione, diventando di fatto re per un giorno della piccola e simpatica comunità.
Re non per un giorno, ma per quasi una (seppur breve) intera vita, a San Fili è stato certamente il "Compagno" Carmine Cesario.
In una società come quella odierna in cui si sono persi tanti valori (rispetto reciproco, educazione, altruismo ecc.) e tutto ciò solo perché un muro (quello di Berlino) senza senso è stato abbattuto (nello stesso stupido modo in cui era stato edificato), si è deciso di comune accordo che anche l'era degli ideali fosse definitivamente tramontata. In tale ottica, credo che sia veramente necessario rivisitare e rileggere la vita e le sfaccettature umane di determinati personaggi.
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Nato a San Fili il 18 maggio 1922, figlio di Amedeo (uomo che per vivere faceva commissioni varie tra il paese e la provincia, con il suo carrettino, per i suoi concittadini) e Margherita Riso (casalinga), acquisirà la licenza computistica (terzo anno della Ragioneria) alle superiori frequentate a Cosenza.
Di professione contabile presso l'E.N.A.L.C. (Ente Nazionale Addestramento Lavoratori Commercio), da sempre convinto uomo di Sinistra e da sempre iscritto al Partito Comunista Italiano: una tra le sue prime tessere (se non la prima) d'iscrizione al Partito dei Rossi per eccellenza è datata 1944... ossia in periodi ancora tutt'altro che facili che chi professava determinate ideologie in pubblico.
Dagli inizi degli anni cinquanta (1950) fino a metà degli anni settanta ricoprirà la carica di Segretario politico della locale sezione del P.C.I.
Tutto casa lavoro e bottega di Partito, si potrebbe dire, se si pensa che fino agli inizi degli anni sessanta la sezione era nello stesso fabbricato (in Piazza San Giovanni) dove il Cesario aveva l'abitazione.
Nel 1970 a San Fili, politicamente parlando, si ha la prima grande svolta (voluta dalla massa Sanfilesi e non dai soliti notabili comunali) dal dopoguerra in poi: la lista di sinistra "Torre con l'orologio", composta in gran parte da Socialisti e Comunisti, riesce a togliere la guida del Comune di San Fili dalle mani di una ormai decrepita e sempre più stanca DC.
La seconda grande svolta, ma questo è argomento di qualche altro articolo, è datata 1993.
Il 1970 Sindaco a furor di popolo viene eletto il sempreverde Alfonso Rinaldi.
Il 1970 a ricoprire la carica di vice Sindaco del Comune di San Fili è chiamato il nostro protagonista, Carmine Cesario, che conserverà tale carica fino al 1977, quando a dirigere per un breve periodo la vita amministrativa dei Sanfilesi sarà chiamato il Commissario Prefettizio.
Carmine Cesario (a cui è intestata la locale sezione diessina) lascerà questo mondo di lacrime, sempre a San Fili, il 18 novembre 1984.
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E allora: perché parlare di Carmine Cesario oggi? ... perché non sarebbe del tutto sbagliato ritornare a credere in determinati valori, non ultimi gli Ideali dei Partiti (siano essi di sinistra, di centro o di destra), in un mondo senza sostanza dove persino la politica non fa parte del nostro coscienzioso quotidiano... ma ci viene venduta a chili nei supermercati o tramite spot televisivi.
La sua convinta fede politica valse al Cesario, nel 1948 (ossia quando il fascismo era già morto e sepolto da tempo), una notte in gattabuia... decisamente troppo poco per poter scrivere il seguito de "Le mie prigioni" o dei "Quaderni" di gramsciana memoria... ma siamo pur sempre a San Fili.
Da buon Comunista era sempre pronto a trovare una giustificazione plausibile a qualsiasi cosa facesse o scaturisse dall'Unione Sovietica, patria incontrastata dei "Rossi".
Una tale posizione aumentava il suo ascendente trascinante verso i giovani sanfilesi che guardavano a sinistra. Il suo rispetto per le regole democratiche e il suo innato senso civico, in ogni caso, veniva contraccambiato con un giusto riconoscimento dagli avversari politici.
Avversari che non lesinava certo di punzecchiare additandoli non arguti nomignoli costruiti su misura (Fanfani diveniva "il professore bollito" e sullo stesso sanfilese Gambaro, altro compaesano mancato prematuramente, tentando d'esorcizzare un possibile ritorno al passato, si divertiva a giocare cambiando una vocale del cognome dell'antagonista politico).
Il tutto in ogni caso senza mai scendere nella volgarità e nell'offesa personale: alla base del suo insegnamento resta comunque il rispetto morale e l'educazione verso gli altri.
Teneva molto alla disciplina di Partito (rispetto della scala gerarchica ecc.) e al rispetto delle Istituzioni. Riusciva perfettamente a far collimare i doveri di politico (che all'epoca non era certo una professione come ai giorni nostri) con le responsabilità familiari.
Delfino e quindi erede della memoria storica di Carmine Cesario, all'interno del PCI di San Fili, è sempre stato visto (a detta di molti) Antonio Argentino, attuale consigliere di minoranza, persona che ha ricoperto diversi incarichi amministrativi e di partito.
Con Carmine Cesario, nel corso degli anni settanta, sarà anche per il fatto di un vento particolare di sinistra che aveva investito prepotentemente l'Italia, la locale sezione comunista supererà i cento iscritti.
Il declino politico di Carmine Cesario, oltre che per motivi di salute anche a causa delle nuove leve del partito che premevano per un ricambio dirigenziale, è iniziato a metà degli anni settanta (1975). Anche se nel 1982 si era pensato, per evitare il crollo annunciato della locale sinistra, di un ripescaggio suo e di Alfonso Rinaldi. Ripescaggio che, purtroppo o forse per fortuna, non sarà attuato.
L'anno successivo Alfonso Rinaldi a guida di una lista civica, la "Spiga", decreterà la fine dell'era "Torre con l'Orologio" e riporterà la DC alla guida del Comune di San Fili. Vice Sindaco Francesco Gambaro.
Non solo la sua convinzione politica, ed il modo stesso di esporla, ma anche la sua figura fisica ricordano, e non certo vagamente, il Peppone di Guareschi. E se Carmine Cesario lo abbiniamo a questo stupendo personaggio, non possiamo non affiancargli, nella figura di don Camillo, il nome dei nostri ex parroci don Luigi Magnelli (per devozione verso la figura di Cristo e anticomunista per eccellenza) o di don Peppino Fumo (che all'uso dello scappellotto rinunciava malvolentieri).
... in questa breve traversata nella politica di quest'ultimo trentennio abbiamo citato persone che da tempo non sono fra noi. Soggetti che credevano in quello che dicevano. Mi chiedo, onestamente, se vedessero che fine ha fatto la loro fede politica oggi... cosa penserebbero dell'intera loro vita?
A sinistra: Carmine Cesario con la madre e la figlia Margherita. Presumibilmente il 1964/1965. Foto concessa dal figlio Amedeo Cesario.
Sopra: San Fili anni Settanta (1970) - campo di calcio. Da sinistra: Carmine Cesario, Gaetano Agostino, Raffaele (Ciccio) Blasi, Antonio D'Agostino, (salta uno). In basso in primo piano Saverio Montoro.
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