A Orlando Fiore - San Fili by Pietro Perri

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A Orlando Fiore

Personaggi ieri
Dal "Notiziario Sanfilese Online" del emse di febbraio 2003.
 
Questo spazio lo voglio dedicare, al di là delle classiche stupide battute che potrebbero venirmi accreditate, ad un vero personaggio sanfilese: Orlando Fiore.
Una persona handicappata, è vero, ma che malgrado la sua menomazione ha saputo ritagliarsi un proprio spazio all’interno della comunità sanfilese: una persona, per chi riesce a colloquiarci (ovviamente a gesti) con un cuore grandissimo.
Agli inizi di Gennaio gli ho chiesto se potevo fargli una foto… un attimo dopo, da vero modello, era già in posa. Orlando, quand’io ero piccolo (fine anni sessanta inizio anni settanta) era lo spauracchio dei bambini del paese.
I grandi ci dicevano: non andare da quella parte che c’è Orlando. Troppo tardi mi resi conto che i veri mostri, i veri spauracchi del paese erano i grandi. Me ne resi tristemente conto quando finalmente grande lo diventai anch’io.
Oggi Orlando e per me un amico, un vero amico. Un soggetto che pur non avendo l’uso della lingua… mi ha insegnato tanto e credo che tanto ancora m’insegnerà: con un semplice gesto o un semplice sguardo.
Grazie Orlando.
 *   *   *
Dal "Notiziario Sanfilese" (bollettino mensile dell'Associazione Culturale "Universitas Sancti Felicis") del mese di Febbraio 2007.
 
Orlando Fiore? ... Un simbolo nei tempi.
Di Pietro Perri.
 
In tanti sicuramente si chiederanno: come mai Pietro Perri si mette a scrivere sul defunto Orlando Fiore? ... chi è stato, per la comunità sanfilese, Orlando Fiore per meritare di essere ricordato?
La risposta è semplice: un simbolo. Un pezzo vivo della nostra grande “unica” famiglia passato a miglior vita, a 68 anni, nel gennaio del 2007.
Conobbi  Orlando... ancor prima di conoscerlo: appena lasciato quello stupendo luogo dove mossi i primi passi, la casa con annessa campagna in località Volette, per subire la vita paesana.
A poco più di sei anni la voce degli anziani con cui avevo a che fare fu categorica: “Nu jire ara Jiazza ca ti po’ pigliare Orlandu”.
Non sapevo chi fosse Orlando... sicuramente era qualcuno da evitare.
Passarono gli anni, forse ne avevo quindici o forse diciotto. Vidi dei ragazzini prendere in giro un povero “diversamente abile” e dissi loro di smetterla... se non volevano beccarsi un paio di calci nel sedere. Uno di quei ragazzini mi rispose seccato: ... ma è Orlando, ci divertiamo un pochino!
... eravamo nel secondo lustro degli anni 70: che differenza tra il fanciullo "Pietro" degli anni 60 ed il fanciullo "X” degli anni 70. In ogni caso anche per me Orlando aveva smesso di essere uno spauracchio: in quel tempo per me era diventato un soggetto con diritti e come tale meritevole del rispetto di tutti.
Conobbi un’altra sfaccettatura del multisimbolico Orlando quando lo vidi bussare, lamentandosi tremendamente, alla Caserma dei Carabinieri (quando la Caserma era ancora in... piazza Caserma – attuale piazza Mario Nigro). Qualcuno l’aveva fatto tremendamente arrabbiare... forse una di quelle bestie che, nascondendosi tra la gente perbene e civile, frequentemente si trova a passeggiare per corso XX Settembre.
Orlando Fiore conosceva la legge e conosceva i propri diritti, cosa che, visto i risultati ottenuti dal nostro eroe, non sempre conoscevano e conoscono (sempre esclusi i presenti) gli stessi difensori della legge.
Orlando? ... un naturale simbolo di alta civiltà!
Quando fumavo (sono stato un ottimo fumatore) regolarmente pagavo la mia quotidiana “tangente in tabacco” all’amico Orlando. Un giorno lo vidi, seduto su uno scalino “mmienz’u puontu” (piazza ex-Municipio) con la testa china, adombrato in volto. Gli porsi la consueta sigaretta e con stupore vidi che rifiutava di prenderla. Orlando rifiutava una sigaretta? ... “era forse muortu ‘ncunu lupu ara muntagna”?
Per tutta pace degli animalisti, nulla di tragico era avvenuto nei pressi della Crocetta. Orlando m’indicò (a mo’ di richiamo) un portone che stava di fronte al punto dov’era seduto: un gruppo di persone stava portando fuori un morto, ed i morti, si sa, vanno rispettati. Anche questo era Orlando.
Lo ricordo quando, a gesti, mi chiese che fine aveva fatto mio padre (all’epoca segregato in casa a causa di una piccola operazioncina per la sostituzione del pace-maker): malgrado i suoi vari handicap riuscì a farsi capire benissimo.
E poi, come dimenticarci del multisimbolico Orlando più volte citato anche nella politica locale? ... quante volte, infatti, molti di noi hanno detto che se non ci fosse stato, in questi ultimi decenni, tutto un branco di dubbi amministratori a gestire il comune di San Fili... sicuramente anche Orlando sarebbe stato in grado, oggi, di fare il sindaco nella nostra cittadina?
Diciamo la verità, Orlando è anche la prova tangibile che dopotutto San Fili ed i Sanfilesi non siamo così brutti come a volte amiamo dipingerci: dopotutto uno con tutti i suoi problemi (grazie alla lungimiranza della nostra comunità) nella nostra comunità seppe ritagliarsi uno spazio naturale tutto suo (ne è prova quanto testé detto). Cosa che sicuramente non avrebbe potuto fare in una comunità meno tollerante e rispettosa dei diritti umani di tutti: anche di coloro che non hanno voce e forza per imporsi.
E allora? ... perché non avrei dovuto scrivere di Orlando Fiore? ... lui, un simbolo, un personaggio (uno degli ultimi personaggi di una verace  San Fili sempre più destinata all’oblio) che è riuscito a segnare buona parte dei miei passati nove lustri?
A suo modo Orlando mi ha insegnato tantissimo e sono sicuro che, se ci pensi bene, ha insegnato tantissimo anche a te.
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