A Romano Zuccarelli - San Fili by Pietro Perri

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A Romano Zuccarelli

Personaggi ieri
Forse (ma solo forse)… figlio d’un dio minore.
 
Ricordando Romano Zuccarelli (di Pietro Perri).
 
 
Il mese di dicembre 2008 è stato segnato, per San Fili e per i Sanfilesi, anche dalla perdita di un altro (l’ennesimo in questi ultimi anni) personaggio. Un personaggio che a suo modo, e per quanto gli hanno messo a disposizione il Creatore e Madre Natura, ha saputo segnare in modo encomiabile il proprio terreno passaggio.
 
Non parlo di uno che ha ricoperto incarichi amministrativi oppure sociali più o meno importanti, non parlo di uno che è riuscito mai ad essere, se non alla propria morte, al centro dell’attenzione nella comunità in cui era perfettamente integrato e con cui costantemente, in modo silenzioso e civile, interagiva.
 
Parlo di un altro esempio per San Fili e per il mondo, un altro di quei sani esempi per tanti aspetti positivi in cui una piccola realtà urbana come la nostra può insegnare al mondo la giusta via per il rispetto anche di soggetti meno fortunati di noi.
 
Soggetti che, comunque, riescono a non far pesare (non so se con grossi sacrifici psico-esistenziali) la propria presente inferiorità fisica.
 
Dopotutto, l’ho già detto e ripetuto più volte: a San Fili, cittadina a dimensione d’uomo, anche gli ultimi almeno per un giorno riescono ad essere re nella loro più o meno lunga esistenza.
 
Parlo di Romano Zuccarelli... “u biscazziere”, come amano ancora oggi qualificarlo i suoi più  stretti amici e riconoscenti.
 
Romano è stato un personaggio, un vero personaggio... uno di quei personaggi che vanno via via scomparendo lasciando un grande vuoto intorno a loro.
 
Malgrado la sua limitatezza fisica (i problemi alle gambe) ha saputo legare per tanti anni il suo nome alla squadra di calcio sanfilese: tenendone la contabilità e spesso finanziandone (con un panino, con qualche chilo di frutta, mettendo una buona parola per farli entrare gratis a qualche cinema della provincia, rimborsando a qualche giocatore il biglietto dell’autobus e via dicendo) qualche calciatore.
 
Per tanti anni a Romano Zuccarelli l’abbiamo visto calpestare, sempre attenti che non inciampasse, sempre sicuro di se i campi di calcio che dopo un po’ avrebbero visti protagonisti i nostri gladiatori del pallone. E poi... guai a toccargli la grande Juve, la Magica Vecchia Signora che qualche disonesto ha voluto provare a distruggere mandandola ultimamente in serie B.
 
Un piccolo incidente di percorso che non ha comunque rattristato fino alla fine il caro Romano: l’hanno successivo la Vecchia Magica Signora era di nuovo sui campi della A, a sfidare, elargendo loro una  affettuosa tiratina d’orecchie, tutti i suoi discoli figlioli: l’Inter, il Milan, il Torino...
 
Circola voce che nella bara di Romano sia stata adagiata, su sua specifica richiesta poco prima di passare a miglior vita, una bandiera bianconera.
 
Personalmente voglio ricordare Romano Zuccarelli anche per il circolo ricreativo... bianconero (dove in tanti abbiamo passato memorabili pomeriggi e serate giocando a “funghetto” (biliardo), “bigliardino” (calciobalilla), flipper e tantissimi altri accattivanti meccanici marchingegni... l’epoca dei videogiochi era ancora lungi dal sommergerci ed isolarci l’un l’altro).
 
Esercizio, come dopotutto tutta la sua vita, gestito assieme al fratello Franco.
 
Un punto di aggregazione e ritrovo decisamente importante per tantissime generazioni: 25 lunghi anni della storia paesana.
 
E perché no, perché non ricordarlo anche per la fornitissima fruttivendola che gestiva in quel di Piazza San Giovanni, proprio sotto il circolo ricreativo.
 
Per le sue insegne sul cartone (banane a lire...) e per i suoi consigli (sempre sul cartone) di lavare bene e sbucciare la frutta. Perché non ricordarlo per le sue battute solo a prima vista volgari ma decisamente veraci ed argute... indirizzate a colpire i propri concorrenti fruttivendoli ambulanti e magari qualche cittadino che incurante rivolgeva il proprio sguardo alla merce dell’usurpatore della pace economica cittadina.
 
- Frutta fresca, ciliege casarecce...
 
Si sentiva gridare l’ambulante.
 
Secca la precisazione di Romano rivolta ad un fortuito passante:
 
- Ecchì, c’ha pisciatu de supra u pede che cerasa su diventate casarecce. Puazzu capire na lattuca, na milunciana... ma na cerasa casareccia...?
 
Con Romano Zuccarelli se n’è andato un altro prezioso pezzo del nostro essere Sanfilesi... cittadini di San Fili con la S maiuscola.... un degno, sicuramente insostituibile, figlio di un dio minore.
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