San Fili by Pietro Perri


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A quadara chjina d'oro di santufilisi

Leggende sanfilesi

di Pietro Perri

da "
l'occhio" anno II n. 16 del 6 Agosto 1995.

* * *

Piazza Rinacchio (attuale Piazza A. Mauro... alias "
perfetto sconosciuto sanfilese") è senza dubbio uno dei punti belli ed interessanti di San Fili, la stessa offre varie opportunità, non ultima quella d'imboccare la scesa "du Canalicchiu". Una strada irta e cementata che fino agli inizi degli anni 70 era una stupenda scalinata in pietra di fiume.

Alla fine della scesa ci s'imbatte tuttora nella casa di
Carminuzzu Arturi. Di fianco alla casa, un'altra abitazione di epoca piuttosto remota e di grandi dimensioni, tuttora circondata d'un insolito muro in pietra. Il tutto lascia a pensare ad una piccola postazione di guardia di qualche secolo addietro.

Percorsi una ventina di metri alla vostra sinistra, ecco che la strada si divide in due: dritti (passando sull'entrata della galleria ferroviaria, quella che congiunge le Volette con il tratto di ferrovia che si nota "
sutta aru Muragliune") si può proseguire per la Profico, mentre a destra, scendendo ulteriormente si può facilmente raggiungere il fiume Emoli. Questa seconda via per i nostri avi doveva essere di notevole importanza... ne parleremo su qualche altro numero.

Al centro dell'incrocio (Profico, fiume Emoli, abitato di San Fili), dicono che circa venticinque anni fa ci fosse, nel muro che sostiene la proprietà dei Blasi, una nicchia con una croce in tufo. Purtroppo modernizzarono, distruggendo, la stupenda scalinata in pietra "du Canalicchiu".

Il muro venne in parte abbattuto e ricostruito per allargare la strada, della nicchia e della croce si perse, come volevasi dimostrare, ogni traccia.

Nel muro, esistono dei fori (sicuramente sfoghi per l'acqua... quelli che i tecnici moderni, arci-laureati, oggi non usano fare più, con le logiche conseguenze di frane, smottamenti ecc.). In uno di questi fori si può ancora notare "
u funnu da quadara china d'oru", il tesoro magico e maledetto dei sanfilesi.

Come ogni tesoro di credenza popolare che si rispetti, anche per il nostro vi sono delle regole da seguire. Innanzitutto, se lo si vuol raggiungere, bisogna che la notte si sogni "u spirdu du tesoru" e che lo stesso ti dia le istruzioni per impossessarti dell'enorme ricchezza. Per potersene impadronire, comunque, "
u spirdu du tesoru" chiede, secondo il racconto dei nostri nonni, che, iniziato a scavare e giunti in prossimità della pentola, si abbia l'accortezza di uccidere in quel punto la persona a noi più cara. Persona che si è avuto la bontà dì portare seco.

Un povero signore dei secoli passati, vuole la tradizione, fece il sogno e la notte successiva, giunto sul luogo, iniziato a scavare e messo alla luce il fondo del pentolone, nel momento in cui doveva uccidere il proprio figlioletto per impossessarsi del contenuto del pentolone stesso, due fulmini presero forma nel cielo stellato, quasi usciti dal ventre della luna piena. Due lampi illuminarono il tutto a giorno ed una pioggia intensa e prosciugantesi ancor prima di toccare il suolo fece la sua comparsa sulla scena. Fu allora che quel povero malcapitato, prendendo in braccio il bambino ancora illeso e profferendo una bestemmia, lascio gli arnesi del mestiere sul posto e se ne ritornò alla propria abitazione, consapevole d'aver rinunciato ad un tesoro ma di aversene garantito un altro: il figlio che gli assicurò una confortevole vecchiaia ed una lunga discendenza.

Non credete alla storia del tesoro "
du quadaruattu de Santu Fili"? ... il fondo della pentola è ancora oggi visibile, ma io, per gli altri fatti che ho sentito sul luogo, vi consiglio di continuare a non crederci: pensando che non c'è miglior tesoro di chi è a noi più caro.

Anche agli egoista o al burlone, cui spesso niente è più caro di se stessi.

... la storia comunque non finisce qua, in quanto esiste una versione goliardica che forse quanto prima vi racconterò.

San Fili 1961: il foro del presunto "tesoro di santufilisi" in una foto ripresa dall'archivio di Francesco (Ciccio) Cirillo.

San Fili: l'imbocco della galleria "ara scisa du Canalicchiu". Al di sopra dell'imbocco della galleria si trova il famoso (leggendario?) tesoro. Foto Pietro Perri.


Un voto utile e moralmente onesto per San Fili. SANFILESE: il 28 e 29 marzo prossimo vota lista "UNITI VERSO IL FUTURO" - vota OTTORINO ZUCCARELLI sindaco - dai la preferenza a PIETRO PERRI. | pietroperri@sanfili.net

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