Dialetto Sanfilese lettera C - San Fili by Pietro Perri

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Dialetto Sanfilese lettera C

Dialetto calabrese sanfilese > dizionario calabrese sanfilese
  • cadìre: cadere.
  • cancieddru (canciaddru): cancello.
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  • capiddri:      capelli.
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  • carmu:      formula di parole e di atti con cui si credeva (si crede?) si potesse      togliere il malocchio o alleviare determinati fastidi dei bambini. Tale      bisognava (bisogna) apprenderlo nella notte di Natale o in quella      dell’Epifania.
  • carusare: tosare, tagliare “a zero”.
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  • carvunaru      (carbunaru): carbonaro,      carbonaio.
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  • carvune:      carbone.
  • cascia: cassa, scatola.
  • casinu:      casolare di campagna, dicesi anche di gran rumore di persone, d’animali o      di cose.
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  • castieddru: castello.
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  • catreja:      spina dorsale.
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  • cattivi:      erano così chiamati i vermi (ospiti intestinali) che infestavano i      bambini.
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  • catu:      secchio.
  • catuoju: piano basso della casa una volta adibito anche a riparo per gli animali (maiali, galline ecc.). Oggi può dirsi in modo dispregiativo d’una abitazione non degna d’essere abitata.
  • ceramile: tegola.
  • chiattu: grosso, ampio (anche piatto).
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  • chine:      chi.
  • ciancere: piangere.
  • chjina:      tipico dolce sanfilese realizzato in particolare nel periodo di Carnevale.
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  • cchiju:      più.
  • chissu: questo.
  • cierru: ciocca di capelli, cresta dei galli, delle galline e di altri uccelli.
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  • cittu:      zitto, stare in silenzio.
  • civita: manina. Fungo conosciuto col nome scientifico di “clavaria flava”.
  • crapa:      capra, ignorante di prima categoria (peggio di un asino). Es.: si 'nna crapa (sei un ignorante).
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  • crianza:      creanza, educazione, modo di comportarsi.
  • criju: credo.
  • crozza: capo.
  • cucuzza:      zucca.
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  • cucuzzieddru:      zucchino.
  • cugnu: conio.
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  • cumpidenza:      confidenza.
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  • cumu:      come, uguale a.
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  • cunzare:      condire (esempio "condire un'insalata"), aggiustare
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  • curciu:      mozzo nella coda o negli orecchi. Dicesi castagna curcia quella prodotta dal castagno selvatico, non innestato,      e che come tale è poco buona da mangiare. A San Fili è famoso lo storico “curciu de Catalanu”.
  • currija: cintura, striscia di cuoio per legare.
  • currùta: corsa.
  • cursa: corsa. Simpatico il detto “cursa d’asinu pocu dura” (“la corsa dell’asino ha poca durata”).
  • cursune: biacco, scorzone ovvero serpente di colore nero non velenoso
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  • curteddriare:      accoltellare.
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  • curtieddru:      coltello.
  • cùsere: cucire.
  • cusitùra: cucitura.
  • cusitùre: sarto.
  • custuliere:      sarto.
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