Figli dei semafori - San Fili by Pietro Perri

Vai ai contenuti

Menu principale:

Figli dei semafori

Cultura varia
di Pietro Perri
da "l'occhio" anno II n. 6 del 19.03.1995.
* * *
A volte, te li ritrovi davanti, nei pressi dei semafori: qualcuno con un cartello in mano rozzamente scritto, altri con un cestello rotto che non ha bisogno di alcuna parola. Sono sporchi, forse puzzano pure, indossano abiti che tu hai smesso da anni.
Ce ne sono alcuni tenuti teneramente in braccio dalla madre: sporca anche lei, malgrado tutte le madri siano per convenzione tutte pulite.
Aspettano, frementi, che tu ferma la macchina. Altre volte ti tagliano la strada: ti chiedi se qualcuno di loro non speri inconsciamente che tu metta fine ad una vita stupida e vigliacca.
I più grandi si scontrano col finestrino della tua auto, mostrandoti una confezione di fazzoletti... solo mille lire; i più grandi non hanno più di dieci anni, dovrebbero essere altrove, protetti da un padre.
Dicono di avere fame, in una strana lingua, si contentano di pochi spiccioli e ti ringraziano gioiosamente.
Poco distante, una parvenza di essere umano li richiama minacciosamente, ma non perché rischiavano di essere investiti: per questo sarebbero bastati due ceffoni. Il semaforo era scattato da qualche secondo ormai, ed il possibile cliente si apprestava a ripartire senza aver pagato il giusto pedaggio.
A volte li vedi girovagare per le strade ed i vicoli del tuo paese... la musica è sempre uguale: hanno fame. Qua1cuno sgancia qualche spicciolo o una brioche sfuggita all'ingordigia dei propri pargoli, da un balcone viene gettata una banconota da duemila lire.
Passando, mi sfiorano, preferisco far finta di non vedere e di non sentire, incavolandomi a morte contro un'ambigua società che continua a fare maledettamente acqua da tutte le parti... che continua, imperterrita, a non vedere e a non sentire.
La Di Lazzaro invano continua a chiedere l'autorizzazione ad adottare un bambino, non è sposata, sarebbe una tragica offesa alla morale pubblica.
Dalle ceneri della sua sconfitta, migliaia di altre persone rinunciano... evitando di far diventare inutile il rosso dei semafori.
Siamo un popolo civile: sono secoli che ce ne vantiamo. Abbiamo persino istituito il "telefono azzurro"... da usare anche e soprattutto contro i genitori, che in alcuni casi cercano solo di insegnare un po' di educazione. Logica conseguenza di una errata e criminale gestione dell'informazione pubblica.
Restano per strada. Per la legge forse questi bambini non sono mai nati o sono semplicemente morti da tanto tempo. Lo spettacolo in cui ci offrono il loro corpo, dopo tutto ci costa solo qualche spicciolo.
A nessuno interessa che sono bambini... pura e semplice merce di scambio.
A nessuno interessa se domani finiranno in galera, lo portano scritto in fronte: sono solo zingari, figli di nessuno.

Torna ai contenuti | Torna al menu