Mario Nigro - San Fili by Pietro Perri

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Mario Nigro

Storia e non solo
Il Prof. Mario Nigro e la legge 241 del 1990.
di Pietro Perri.
Articolo pubblicato sul quindicinale “l’occhio” del mese di febbraio 1996. 
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A differenza di alcuni soggetti che a San Fili da tempo sfoggiano titoli altisonanti e/o recitano quattro parole d’inglese o d’altre strane lingue (limitandosi comunque a questo ed evitando opportunamente di confrontarsi in un piano paritetico col vicino di casa), sempre e comunque le stesse e quindi presumibilmente imparate a memoria, non mi vergogno ad evidenziare la mia ignoranza su tutta una serie di cose… incluso la storia di quello che ho sempre definito il mio amato odiato paesino: San Fili.
Fino al 23 gennaio 1996 non sapevo neanche io  chi fosse e quanto fosse importante per la comunità sanfilese, che gli ha dato i natali, e per l’Italia intera, grazie alla sua opera, il Prof. Mario Nigro. L’ennesimo sanfilese che per diventare qualcuno… ha dovuto cambiare patria (ossia lasciare il paese natio).
Era pomeriggio inoltrato quando il mio caro e simpatico amico Michelangelo Luchetta nel vedermi girovagare per corso XX Settembre mi disse: “Vatti a cambiare che ti do’ un’ottima occasione per scrivere un articolo qualificante!”. Detto fatto e mi trovai nel men che non si dica, assieme a numerosi altri concittadini, all’interno di Palazzo dei Bruzi a Cosenza.
Quel giorno a Cosenza, per volontà di un colto e folto gruppo di cosentini, si svolgeva la cerimonia di intitolazione della Sezione Provinciale  del “Centro Italiano di Studi Amministrativi” al Prof. Mario Nigro.
Di seguito riporto l’articolo apparso a firma del sottoscritto su un quotidiano di Cosenza, giornale di cui all’epoca ero il corrispondente incaricato di San Fili:
Si è svolta a Cosenza, nella sala di Rappresentanza del Comune, martedì 23 c.m (nota dell’autore: 23.01.1996), la Cerimonia di intitolazione della Sezione Provinciale del Centro Italiano di Studi Amministrativi al compianto concittadino prof. Mario Nigro.
A ricordare la figura e la presenza attiva di questo eccelso concittadino, nato a San Fili il 28 novembre1912 e morto a Roma il 28 febbraio 1989, ad un pubblico numeroso e colto, si sono scambiati il testimone S.E, Avv. Giuseppe Bozzi, Presidente del T.A.R. Calabria, e il prof. Alessandro Nigro, Ordinario dell’Università La Sapienza di Roma e degno figlio dell’insigne prof. Mario. Presenti anche il Direttore del Centro Studi Avv. Oreste Morcavallo ed il Presidente Avv. Mauro Leporace.
La figura del prof. Mario Nigro si estrinseca e si concretizza, tra l’altro, in un profondo impegno prima politico e poi nella attiva collaborazione e nella formazione di varie Leggi. Era lui, non bisogna dimenticarlo, il Presidente della Commissione per la legge sul procedimento amministrativo, che dallo stesso ha preso il nome, e che ha dato origine alla famosa Legge 241 del 1990. Tale Legge ha messo in discussione l’intera macchina amministrativa dello Stato Italiano, imponendo a tutti i settori pubblici, appunto, la trasparenza amministrativa dei propri atti e del proprio operato.
Avvocato di provata capacità, docente universitario, studioso, discepolo di Santi Romano e Guido Zanobini, lascia, a testimonianza del suo passaggio, oltre 120 scritti fra i quali “Le decisioni amministrative” (1953), “L’appello nel processo amministrativo” (1960), “Studi sulla funzione organizzatrice della p.a.” (1966), “La Giustizia Amministrativa” (1976).
Nella sala di Rappresentanza di Palazzo dei Bruzi, oltre a numerose personalità dell’ambiente giuridico calabrese, c’erano anche numerose autorità politiche e culturali della provincia di Cosenza. Il Comune di San Fili, che ha dato i natali al prof. Mario Nigro, era presente con il proprio gonfalone e una significativa rappresentanza cittadina
”.
Mi piace rileggere (e quindi riscrivere) quest’ultima parte dell’articolo surriportato “Il Comune di San Fili era presente con il proprio gonfalone e una significativa rappresentanza cittadina” e mi piace porre la seguente domanda a te, amico lettore: tu c’eri?
In effetti di San Fili eravamo veramente in pochi (magari qualificati, ma pur sempre in pochi) ad onorare un degno figlio della nostra terra. Tra l’altro nessuno o quasi era stato adeguatamente informato di tale evento.
In un Comune, seppur stradissestato come il nostro, in cui si sono sempre e comunque sprecati miliardi, non si potevano buttare centomila lire per fare un seppur scarno manifesto per avvisare la cittadinanza dell’onore che ci veniva tributato dalla città capoluogo? … anche a costo di autotassarci?
In quel di Piazza San Giovanni ho sentito più volte citare (nu pocu a strusciu d’acqua a dir’u veru) da alcuni concittadini la famosa legge “Bassanini” ossia quella legge che (si fa per dire) ha responsabilizzato i dipendenti pubblici. Se la 241 del 1990 (ossia la “Legge Nigro”) fosse stata non solo applicata alla lettera ma anche opportunamente recepita dagli italiani… sarebbe stato inutile dar vita alla “Bassanini”.
Ad evidenziare l’importanza della legge Nigro (e con ciò ben me ne guardo dall’essere polemico) cito un passo del programma presentato alla cittadinanza, in quel lontano 1996, dalla lista “Solidarietà Cittadina”: “Al fine di promuovere la partecipazione dei cittadini alle scelte si attuerà una politica di trasparenza degli atti e procedimenti amministrativi. Si doteranno i cittadini di un regolamento di attuazione della legge n. 241/90 (ndr.: la Nigro!)  per l’accesso agli atti, semplice ma efficace”.
Erano quelli comunque i tempi bui del commissario prefettizio Patrizia Sirimarco, la lady di ferro della nostra amministrazione… ma il Prof. Mario Nigro è morto nel 1989 e la Sirimarco ha gestito il nostro Comune per pochissimo tempo: a voi risulta che in dieci lunghi anni i nostri dotti amministratori abbiano mai fatto qualcosa per commemorare degnamente il nostro illustre compaesano?
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Qualche anno è passato da quando pubblicai l'articolo sul prof. Mario Nigro (siamo nel mese di novembre 2008)... ma non la storia.
La legge 241/1990 sembra abbia fatto presa in tutto il resto d'Italia tranne che nella nostra provincia, la provincia di Cosenza. Zona dove dopotutto, grazie al sanfilese Mario Nigro, la stessa ha visto i suoi natali.
Qualcuno parla di omertà, di 'ndrangheta, di mancanza dello Stato. Io parlo di furbi, e purtroppo furbi vogliamo esserlo tutti, dimenticandoci che se tutti siamo furbi e non ci sono fessi in circolazione la società non può che andare in rovina.
Per quanto riguarda il nostro compianto compaesano Mario Nigro, comunque, nel primo lustro del 2000 allo stesso a San Fili è stata intitolata una piazza: Piazza Mario Nigro (appropriandosi dello spazio denominato fino ad allora Piazza Caserma).
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