The San Fili Witch Project - San Fili by Pietro Perri

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The San Fili Witch Project

Leggende sanfilesi
di Pietro Perri - inedito

Gli autori del film "The Blair Witch Project" ovvero de "Il mistero della strega di Blair" (traduzione non letterale, in quanto letteralmente saremmo all'incirca nella frase "La strega di Blair proietta") se fossero nati, cresciuti e pasciuti a San Fili... certamente avrebbero trovato pane per i loro denti.
Intendiamoci, non sto dicendo che a San Fili non avrebbero avuto la possibilità di realizzare il loro capolavoro (... ci sarà un seguito? ... saranno in grado propinarci qualche ennesimo evento cinematografico? ... a tutto questo risponderà un futuro non tanto remoto), ma che certamente a San Fili avrebbero trovato, colloquiando con i nostri insostituibili anziani (una vera e propria miniera di informazioni e di spunti in questo campo), tantissimo materiale su cui lavorare.
Non ci credete? ... non credete che anche a San Fili abbiamo le nostre brave (si fa per dire) "presenze" sovrannaturali che si divertono a spaventare la gente? .... mi correggo: che si divertivano a spaventare la gente (in particolare i bambini)?
Proprio così, perché da qualche anno a questa parte sembra che queste "presenze" non facciano più paura a nessuno e il fatto di non fare più paura a nessuno ha finito per cancellarle completamente dai nostri più o meno infantili ricordi.
Un mondo incantato, non sempre stupendo, con l'avvento dell'era informatica ha finito per scomparire per sempre dalla faccia della terra: il magico mondo dei nostri nonni, fatto di streghe, vampiri, "mommaruti", lupi mannari, "monachieddri", fate, "spirdi", fantasmi, anime in pena, "jocche d'oro", "quadare chjine d'oro", strane "presenze" e chi più ne ha più ne metta.
Ormai non ci crede più nessuno a queste cose (in questi ultimi decenni non si è persa solo - si fa per dire - la religione ma anche e soprattutto la paura popolare verso strani fenomeni che si verificavano sul nostro territorio: l'uomo è diventato troppo scaltro per perdersi in simili quisquiglie... ma com'erano pieni di fascino accattivante i begli anni che furono!
A dire il vero di "presenze" sovrannaturali (e non mi riferisco certamente ad alcuni fenomeni da baraccone che si vedono spesso e malvolentieri passeggiare per corso XX settembre - dispensatori di pseudo politica, di pseudo savoir faire, di pseudo educazione e moralità... quelli, purtroppo, li troviamo dappertutto... non solo a San Fili)... a dire il vero, dicevo, di "presenze" sovrannaturali nel nostro pittoresco paesino ne circolavano svariate e di diversa natura fino a qualche decennio addietro. Anche se alcune di queste, presumibilmente si identificavano nella medesima entità.
Oggi, fin dalla più tenera età ci fanno molta più paura entità sovrannaturali che di sovrannaturale hanno ben poco. Oggi ci fa paura il futuro, la disoccupazione, la biogenetica, l'ennesimo ritocco delle pensioni, i virus informatici, il crollo della borsa, l'influenza (se la televisione ci dice che sta mettendo a dura prova il sistema sanitario nazionale), l'ici e l'irpef, l'aumento indiscriminato della benzina o il fatto che le macchine a benzina super quanto prima dovranno sparire dalla circolazione, l'autovelox e tante, tantissime altre calamità che non voglio, per scaramanzia, neanche citare.
Tutti questi, mostri del XXI secolo in parte ereditati dal XX, che farebbero senza alcun dubbio rabbrividire Dracula, Frankeinstein and Company.
Eppure fino a poco tempo fa a San Fili c'era un mondo trasversale, una Dimensione Delta (il regno del sovrannaturale) in cui, di tanto in tanto, si apriva una breccia tra il nostro e il suo mondo. Gli abitanti della dimensione Delta, consapevoli della loro superiorità astrale, si divertivano a prendere in giro (a volte a spaventare in modo terrificante) i nostri concittadini dei bei tempi che furono... ma di questo e tanto altro parleremo nelle prossime puntate. Tremate, gente, tremate!

The San Fili Witch Project: lupi mannari e monachieddri.

C'era, in altri tempi a San Fili, il classico lupo mannaro: brava gente che nelle notti di luna piena iniziava a vedersi crescere peli per tutto il corpo, ad assumere le sembianze di uno strano essere precursore dei nuovi esperimenti di genetica e che assommava in se le caratteristiche dell'uomo e del lupo... incluso la ferocia vendicativa di quest'ultimo.
Il nostro lupo mannaro sembra che dicesse alla moglie, nei giorni precedenti le notti di luna piena: "Da domani e per tre notti non rientrerò a casa a dormire. Ti prego, se senti graffiare alla porta, bussare, ululare o se senti semplicemente qualcuno o qualcosa che con la mia voce ti supplica di lasciarlo entrare... fossi veramente io, non lasciarlo entrare per nessun motivo!".
Inutile dire che per la succitata donna queste notti non erano certo il meglio che si potrebbe sperare ed inutile dire che la mattina la porta di casa era tutta graffiata... chissà da chi o da che cosa.
C'erano (ma non è detto che non ci siano ancora) nelle case dei sanfilesi i famosi "monachiaddri" che se la notte ti mettevi a dormire con la pancia all'aria questi stronzetti ad un brusco risveglio te li ritrovavi seduti sulla tua pancia a farti strane smorfie da farti raggelare il sangue... veramente stronzetti!
In alcuni casi i "monachieddri" si limitavano a pressarti sulla pancia e sul petto impedendoti di respirare o comunque di parlare. Sembra, infatti, che questi strani e curiosi esseri siano i custodi di enormi tesori e se tu, svegliandoti di soprassalto e ritrovandoteli addosso, hai l'accortezza d'afferrarli con una mano... se gli ordini di "lasciarti la propria vurza chjina d'oro" in cambio della libertà... la mattina al risveglio troverai una ricca e piacevole sorpresa al tuo fianco... una borsa con tantissime monete d'oro!
Il fatto della "mancanza di respiro" in ogni caso la troviamo presente anche nei soggetti che s'imbattono nei fantasmi ("spirdi") o in particolari entità sovrannaturali quali la "Fantastica. Tale particolarità, quindi, non è da sottovalutare nel momento in cui ci appresteremmo a chiudere, traendone opportune considerazioni, questa ricerca.
I "monachieddri" sembra che di giorno si nascondano nei sottoscala o in posti bui della casa... a volte anche sotto il letto: prova a controllare prima d'andare a dormire... potresti beccarne qualcuno!
I "monachieddri", in ogni caso, meriterebbero uno spazio maggiore, in quanto nella nostra tradizione popolare (ammesso e non concesso che questi "esseri" facciano parte della nostra magica tradizione popolare e non della nostra incredibile realtà) hanno una collocazione propria e ben definita: si divertono, ad esempio, a far sparire gli oggetti in casa (nascondendoli nei punti più impensabili e facendoli ritrovare quando ormai si è persa ogni speranza... e forse quando ormai non servono più... o forse perché adesso ci servono veramente). Parlano con alcune nostre brave massaie (a quattr'occhi), dicono e non dicono sul nostro futuro.
Gli piace giocare e scherzare e si offendono se gli abitanti della casa non stanno alle loro regole. Se ti prendono di mira per te è finita... almeno finché non te li sarai fatti di nuovo amici.
Sono considerati, in ogni caso, al pari dei numi tutelari della famiglia... ed è proprio per questo che gli dobbiamo dare un po' di corda senza tenerceli troppo contro. Sono in ogni casa... anche nella tua, per cui... attento a te ed ai suoi scherzi non da prete ma... da "monachieddru".
C'erano, in altri tempi a San Fili, gli "spirdi" che ti facevano gli occhi rossi, le classiche streghe che rubavano i bambini belli e volando a Benevento sotto la famosa noce facevano i loro sanguinari saba col sangue degli innocenti nonché le streghe che ti mettevano nelle mani del tentatore facendoti accettare disumane proposte (la morte di un caro in cambio di un tesoro e via dicendo), fantasmi d'ogni genere e... dulcis in fundo (tremate gente tremate)... la Fantastica!
La Fantastica è quell'essere sovrannaturale, quella strana "presenza" sanfilese che mi ha convinto a dare il via a questa, spero, simpatica e a volte istruttiva (mi piace illudermi di ciò) ricerca popolare.
... ma di questo (se no non mi chiamerei Pietro Perri), e di tanto altro parleremo in qualche altro numero de "l'occhio" con le altre puntate della ricerca dal titolo "The San Fili Witch Project"!
Sapete una cosa? ... odio le telenovela e le soap opera... ma mi piace propinarvele!
The San Fili witch project: "supr'a nuc'e Beneviantu".
Si racconta (ma questo è un racconto tipico a tanti altri paesi e città) di un sanfilese che più volte svegliatosi durante la notte e per più notti, non senza stupore notava in tale occasioni che il posto dove avrebbe dovuto trovarsi a riposare la consorte era freddo e vuoto.
Lui rispettava e amava la moglie e certamente non gli balenò mai il dubbio che la moglie lo tradisse con qualcun altro. Un giorno, però, decise di indagare... decise che la stessa notte avrebbe fatto finta di dormire e non visto avrebbe spiato la moglie e scoperto conseguentemente il mistero.
... e così fu. Anche quella notte la donna si alzo' piano piano dal letto, salì al solaio aprì uno spioncino, si denudò, si spalmò addosso uno strano unguento preso da una strana e misteriosa bottiglietta e recitò le parole: "Supra l'acqua e supra u viantu, sutta a nuce 'e Beneviantu!".
Neanche finì di dire la frase che l'uomo, d'incanto, vide sparire dalla propria vista la donna.
La scena si ripeteva regolarmente e con regolare cadenza in alcuni giorni del mese... il tutto preannunciato, la sera precedente, dalla comparsa d'una gatta nera nei pressi della casa del nostro compaesano.
"Funzionerà anche con me l'unguento magico? ... dove viene trasportata mia moglie? ... cosa farà in tale assenza?", le domande, più passava il tempo e più arrovellavano il cervello del bravuomo finché lo stesso non decise di ripetere, in una delle notti indicate, gesta e parole della moglie.
Non l'avesse mai fatto... non fosse altro se non per il fatto che spalmatosi l'unguento per tutto il corpo... al recitare le magiche parole fece un po' di confusione ed i risultati non poterono essere da meno.
"Sutta l'acqua e sutta u viantu, supra a nuce 'e Beneviantu!".
Detto fatto: si vide risucchiare da una forza misteriosa dallo spioncino aperto sul tetto e veloce come il vento, sbattuto a destra e sinistra, senza perdersi il ben che minimo temporale o gocciolina di pioggia che si trovasse nel tratto compreso tra San Fili e Benevento, di tanto in tanto per giunta si sentiva lacerare le carni da rovi e arbusti di varia natura finché non terminò la sua folle corsa, dritto e senza alcun appiglio, sulla di un alto ed impressionante albero di noce.
Inutile dire quanto era impossibile mantenersi in equilibrio in quella strana posizione e... ratatata-punfete... troviamo il nostro uomo ai piedi del maestoso albero di fianco ad un grosso pentolone il cui contenuto liquido bolliva al calore d'uno stupendo falò' acceso al di sotto del pentolone... con tante strane signore che ballavano assennatamente intorno al tutto.
Subito quelle strane signore si avventarono verso il bravuomo nel tentativo di linciarlo per punirlo d'averle disturbate nel corso della loro "festicciola", ed il brav'uomo si salvo in extremis grazie all'intervento provvidenziale della moglie che, riconosciutolo (e decisamente innamorata del marito) si fece garante dello stesso con le sue amiche e compagne di rimpatriata.
Finito il ballo, l'allegra (si fa per dire) compagnia dette inizio a quello che potremmo definire "il pranzo di mezzanotte" a base, sembra, di bambini (non si sa se buoni o cattivi... ma sembra più cattivi che buoni) sminuzzati e fatti in brodo.
La donna non disse al marito gli ingredienti dell'ottima portata, ma disse di mangiare quanto gli veniva offerto senza porre domande e gustando adeguatamente il tutto. E così decise di fare il brav'uomo, se non fosse per il fatto che alla prima cucchiaiata di brodo gli venì naturale dire: "... per la miseria, è ottimu su brodu... ma nu pocu de sale dintra ci lu potiati puru minte!".
"Sale"... una tremenda parole vietata, non so per quale motivo, ai sabba e a tutti gli incontri di streghe e company.
Fatto sta che nel men che non si dica fu un fuggi fuggi generale ed in pochi secondi l'uomo si ritrovò solo in quel luogo tetro, buio, raggelante e lontano da casa.
La storia finisce in questo modo, almeno per come mi è stata raccontata, un po' tronca a dire il vero. Qualcuno sa il seguito? ... qualcuno sa che fine hanno poi fatto l'uomo e la moglie? ... se lo sapete, non fatevi pregare: raccontatemelo!
* * *
Seppure il filo conduttore sia uguale, in un'altra versione della storia cambia un po', ma decisamente poco, la fine della storiellina... almeno per quanto riguarda la frase detta dal protagonista alla riunione sabbatica.
Ve la racconto:
La donna non disse al marito gli ingredienti dell'ottima portata, ma disse di mangiare quanto gli veniva offerto senza porre domande e gustando adeguatamente il tutto. E così decise di fare il brav'uomo, se non fosse per il fatto che alla prima cucchiaiata di brodo gli venì naturale dire: "... per la miseria, è ottimu su brodu... ma nu pocu de sale dintra ci lu poterrati puru minte!".
Detto ciò, quasi invano chiede più volte che gli venga portato del sale da aggiungere al gustoso brodo di carne.
Chiede più volte, finché qualcuna non si decide a fare quanto ha chiesto e quando gli viene portato il sale lui si trova a dire: "Ah finalmente! ... era ora: grazie a Dio!".
Al sentire pronunciare il nome di Dio ovviamente successe un pandemonio. Tutte le streghe scomparvero in un fuggi fuggi generale lasciando solo il nostro eroe che, giunto dopo qualche giorno a casa (sembra fosse un romano), denunciò il tutto alla Santa Inquisizione e la giustizia mise al rogo la moglie e tutte le altre streghe partecipanti al succitato sabba.
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