Za Maria - San Fili by Pietro Perri

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Za Maria

C'era una volta San Fili
di Pietro Perri
 
*   *   *
Premessa d'obbligo dell'autore.

Il racconto che riporto di seguito, seppure con il nome cambiato del personaggio protagonista "za Maria", m'è veramente capitato nel mese di maggio 2002 o giù di lì. "Za Maria" nella realtà è la signora I., conosciutissima a San Fili e fuori San Fili per le sue doti "magiche" (profetiche e taumaturgiche). E' a lei, e a tutte le brave donne di una volta, che dedico di cuore il seguente racconto.
* * *
Za Maria era e continua ad essere famosa, tra i paesani e non solo, per le sue capacità divinatorie e taumaturgiche.
Tanto famosa che persino i pragmatici frequentatori, studenti e professori, dell’Ateneo sito nella vicina Arcavacata, l’Università della Calabria, alla fine si son dovuti accorgere della sua esistenza.
Dopotutto za Maria non era una personalità da nulla, dopotutto za Maria era e resta ormai per tutti una vera e propria istituzione: per lei, e per i suoi preziosi consigli e magici intrugli, prendeva il treno da tutta la provincia una moltitudine di persone.
Za Maria, è e resta l’ultimo baluardo di un mondo destinato a scomparire con il dissolversi della fantasia, dell’amore e della solidarietà tra gli esseri umani.
Lei rappresentava e rappresenta l’ultimo legame che lega la comunità sanfilese ad un passato che seppur non tanto remoto ormai non è più: un passato che affiancandosi alla medicina e alla religiosità ufficiale riusciva egregiamente a colmare i vuoti che queste due strane entità a volte lasciano tra loro e l’oggetto del loro esistere… l’uomo.
Za Maria aveva sempre è comunque pronta una risposta a tutto e per tutto, persino a quando le posero la comanda del come mai pur avendo aiutato e salvato tante persone da tanti mali oscuri e brutti, non fu in grado di salvare il marito da uno di questi mali: il cancro.
 
- … sta scritto che noi possiamo aiutare gli altri, ma non noi stessi e i nostri familiari: è l’amaro che dobbiamo pagare in cambio di questo stupendo dono.
 
Za Maria non sbagliava mai, ed io sono sicuro che tuttora non sbaglia, le sue previsioni, le sue diagnosi e le terapie che ella stessa indicava ai suoi clienti - pazienti… con l’arte antica e sapiente della scelta e della miscelatura delle magiche erbe.
Quella stessa arte che per essere raggiunta, alcuni dotti v’hanno impiegato una vita, e spesso con risultati inferiori, nei banchi dei vari livelli della scuola.
Dopotutto, questi, non sono stati né alunni di za Maria né alunni degli insegnanti di za Maria.
Mi dicono che quest’arte oggi la chiamano "erboristeria". Una volta si chiamava semplicemente magia e tante vite, il conoscerla e praticarla, è costata a tante giovani, anziane, colte e sapienti donne. Forse più vite di quante le stesse ne avevano salvate praticando questa magica arte.
Strega era il suo peccaminoso mestiere ed il rogo ne era la sua giusta punizione.
Za Maria non poteva e non può sbagliare, anche se lei dice che è da qualche anno che ha lasciato la "professione". Dopotutto za Maria è nata, cresciuta e vive nel paese delle magare: San Fili… e dopotutto tutti sanno che lei è una delle ultime detentrici del "libro bianco delle streghe buone".
Agli inizi di maggio 2002 mi è giunta una telefonata da una studentessa dell’Università della Calabria, diceva di essere iscritta al DAMS (un corso universitario speciale che, se ho capito bene, dovrebbe formare gli artisti, showman – attori – registi ecc., di domani). Disse di chiamarsi Alessandra e di essere di un comune attiguo a San Fili. Disse di aver navigato nelle pagine web del sito "San Fili by Pietro Perri" e d’averle trovate interessanti per un lavoro che stava realizzando assieme ad alcuni compagni di corso: un documentario sulle tradizioni contadine e popolari della nostra zona.
Mi chiese se potevo aiutarli in questo lavoro magari consigliandole qualche persona particolare di San Fili cui avrebbero potuto parlare di tutto ciò, ed in particolare di magia, magare e magarie.
Non potei fare a meno di pensare a za Maria… chi più di lei poteva, per così dire, tenere una lezione universitaria in merito?
Non vedevo za Maria ormai da tantissimo tempo, forse da più di un anno, il giorno successivo (sarà il caso o la magia di za Maria) eccotela venirmi incontro in modo, a parer mio, per niente casuale: con lei nulla può essere casuale.
 
- Za Mari’, ieri sera m’è successo questo e quello.
Le raccontai, in poche parole, la telefonata intercorsa tra me ed Alessandra.
- Pietro, mi hanno già telefonato: un altro alunno con un professore, …
… non credevo, pensai tra me e me, che fosse famosa a tal punto.
- ... al professore gli ho già detto tutto, ma se lo reputi opportuno, parlerò anche con questa ragazza. Comunque non crederti che possa dirle granché, dopotutto io non ho fatto studi particolari e la mia magia nasce da qualche libro di erboristeria e da alcune ricette trovate su alcuni calendari di monaci del tipo "Fra Pace e Bene". E poi, come ti dicevo, è da tempo che non pratico più la "professione.
… feci finta di non capire (dopotutto io ero stato un discepolo della magia bianca e sapevo che stava mentendo… o almeno volevo crederlo).
- Za Mari’, però ieri sera ho cercato il vostro nome sull’elenco telefonico e non l’ho trovato. Che sia registrato a nome di qualcun altro?
- Petru’, supr’all’elencu nun mi cce truovi, ch’io tiegnu u telefoninu
. Comunque, si pigli na carta e na pinna, ti dugnu u numeru e tu signi… ppe r’ogne necessitate!

Detto fatto, presi carta e penna, segnai il numero e me ne andai felice pensando tra me e me: hai capito un po’… non fa più la "professione", almeno così dice, e per giunta s’è fatta il cellulare.
Sarà, ma quello che io penso e che anche ‘e magar'e Santu Fili si sono adeguate ai tempi… restando pur sempre magare.
Una cosa però mi strugge il cervello: s’è vero che za Maria non fa più la "professione", cosa che io non credo… e lei lo sa bene…, che fine ha fatto il "libro bianco delle streghe buone" a cui dissero tenesse così caramente? … forse qualche altra magara sta prendendo forma all’orizzonte sanfilese?
 
* * *
In questi giorni (il 22 luglio 2002 per la precisione), tra l'altro, in un vicolo che collega via Rinacchio con corso XX settembre (all'altezza dell'ex rifornimento di benzina) , andando a trovare i miei anziani genitori mi sono imbattuto con l'amico Franco Crivaro, il nostro caro poeta locale.
 
- Ciao, Fra'... a quanto tempo! ... tutto bene
 
- Sì, Pie': tutto bene.
 
- De ddrue sta veniennu?
 
- Sono andato un attimo ad accompagnare alcuni "stranieri" dalla signora I.

- ... ed io vado a trovare cinque minuti i miei vecchietti. Ci vediamo più tardi, Fra'!

Voi che dite: ... che veramente "za Maria" ha appeso le proprie scarpe da tennis e la propria racchetta ad un chiodo e veramente non pratica più il suo stupendo "sport". Per quel che mi riguarda... se un giorno dovessi avere qualche delusione d'amore o qualche serio problema di salute, so bene a chi mi rivolgerò. Magari non mi risolverà il problema... ma perlomeno non me lo farà aggravare come fanno alcuni medici dell'era moderna con i loro "pazienti" pazienti.
... eppoi, dalle nostre parti, "nu bellu foraffascinu u gguasta mai! ... ccu tutti st'uocchi stuarti chi circolanu ppe re vie".
San Fili 2005 - Chiesa Madre o dell'Annunziata. Foto di gruppo dopo una festa in onore di san Francesco di Paola. Nella foto anche "za Maria" devotissima al santo patrono di San Fili. Il prete è don Franco Perrone.
San Fili 2000 - Nei pressi di piazza san Giovanni. Il poeta locale Franco Crivaro. Foto Pietro Perri.
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